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Solo in quel caso non si possono acquistare biglietti e avere la tessera del tifoso. Prima era una norma assurda e troppo penalizzante. Chi ha sbagliato e pagato, non deve essere bollato a vita. "Con le regole attuali-sostengono infatti gli ultrà-un daspato sarebbe privato a vita della tessera del tifoso". Lo stesso Maroni si era accorto che l'articolo 9 (voluto da Amato) era sbagliato, e quindi da cambiare. Detto questo, il progetto tessera del tifoso subirà uno stop, forse definitivo. I tifosi l'hanno capito e difatti non protestano nemmeno più. Altro problema, gli striscioni: la normativa attuale è stata voluta in tempi di emergenza ma sarebbe saggio adesso ridiscuterla. Basta burocrazia, ci vuole buon senso. Negli stadi devono tornare gli striscioni allegri, gli sfottò, l'ironia. Altrimenti è una tristezza che non giova certo all'immagine del nostro calcio. Pare che ci sia un'apertura per quanto riguarda gli impianti sotto i 7500 posti, anche se non tutte le questure si comportano allo stesso modo. Per gli impianti grandi, nessuna novità (positiva) al momento. Anche perché di questa sacrosanta battaglia dovrebbero farsi portatori soprattutto i club. Sono loro che devono andare da Maroni e chiedergli di cambiare la normativa. Ora ci sono gli steward, basterebbe un controllo nell'antistadio e si potrebbe fare passare solo gli striscioni senza insulti, senza violenza. Ci vuole poco, a volte. Quando c'è la volontà. Ma la realtà è che i primi a fregarsene sono proprio i club. A loro vanno bene gli stadi semivuoti e senza folclore: tanto prendono i soldi dalle tv...
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